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[:it]URL: la lunghezza fa la differenza? [:]
- 21 Aprile 2017
- Pubblicato da: Quirino Picone
- Categoria: Senza categoria

[:it]Un URL, acronimo di Uniform Resource Locator, indentifica in maniera univoca l’ indirizzo di una risorsa in Internet attraverso una sequenza di caratteri. E’ sostanzialmente l’ indirizzo che digitiamo nel browser quando cerchiamo una pagina o un file.
In quanto univoco per ogni indirizzo, un URL può essere composto anche da più di 100 caratteri, peculiarità che rende difficile ricordarlo o ricopiarlo, oltre che poco estetico.
In questo contesto nasce la necessità di uno short URL, ottenibile attraverso servizi che consentono di comprimere URL lunghissimi in formati più contenuti, che non superano quasi mai i 20 caratteri. Tra questi ricordiamo Google shortener, noto anche come Goo.gl; TinyURL; Bit.ly, che ha la peculiarità di rendere possibile il caricamento di file multimediali da condividere generando contestualmente un link breve.
Il loro funzionamento consiste nell’ associare l’ URL ad una chiave univoca, convertendo il link di partenza in un indirizzo che riporta il dominio del servizio ed una sequenza di caratteri che codifica il link.
Molteplici sono i motivi per abbreviare un URL. Collegamenti unshortened possono essere esteticamente sgradevoli, difficili da memorizzare e, nel caso di pubblicazioni cartacee, da ricopiare, oltre ad essere difficilmente inseribili in finestre di messaggio con caratteri limitati. Attraverso la creazione di URL shortened si incentiva quindi la condivisione, il ricordo, si migliora l’ eleganza.[:]